22 gennaio 2018

Anna Karenina - Lev Tolstoj {Recensione no-spoiler}

Buongiorno a tutti lettori,

bentornati sul blog! Forse lo sapete già: il mio 2018 in fatto di letture è partito col botto. A fine Dicembre ho infatti iniziato a leggere Anna Karenina, uno dei libri più famosi del mondo, e anche dei più temuti perché come si sa è uno di quei mattoni russi che richiedono un po' di tempo per essere letti. Io l'ho concluso i primi di Gennaio e mi sentivo molto fiera di me! C'è da dire che scrivere una recensione su quest'opera è praticamente impossibile, e che non sono in grado di renderle giustizia. Però, nonostante il mio giudizio sia assolutamente superfluo, mi sembra giusto trascrivere i miei pensieri anche in questo caso. Quindi eccovi la mia opinione su Anna Karenina di Lev Tolstoj.


Titolo: Anna Karenina
Autore: Lev Tolstoj
Editore: ci sono moltissime edizioni diverse, e moltissimi traduttori diversi. La mia è Garzanti e il traduttore è Pietro Zveteremich
Data pubblicazione: 1877
Pagine: 830 / 950 

Anna Karenina è un romanzo ambientato nella seconda metà del 1800 in Russia. A differenza di quello che si potrebbe pensare dal titolo, Anna Karenina non ne è la protagonista assoluta: quest'opera di Tolstoj è davvero ampia, la narrazione abbraccia tantissimi personaggi diversi e si sofferma su ognuno di loro per permetterci di coglierne le abitudini di vita, il modo di pensare e agire. Anna Karenina diventa così un romanzo corale. 
Questa è forse la caratteristica chiave della lettura: l'autore è in grado di caratterizzare perfettamente personaggi completamente diversi, uomini e donne, adulti e bambini, nobili e contadini. Le descrizioni di Tolstoj li rendono veri, umani. E ciò è sorprendente, soprattutto pensando al periodo in cui il romanzo è stato scritto: l'autore rappresenta la società russa nel bene e nel male, mostra la disuguaglianza fra uomo e donna, la frequenza con cui si tradiva il coniuge, l'ipocrisia di alcune istituzioni, i favoritismi concessi ai nobili e via dicendo. Si parla molto anche di religione e di impegno politico.

In questo libro c'è tutta la realtà di quel tempo, non c'è traccia degli stereotipi, dei cliché. Anna Karenina potrebbe essere una storia vera. Forse è proprio per questo, per la volontà e la capacità di Tolstoj di rappresentare la realtà delle situazioni, che il suo romanzo è un pilastro della letteratura: fornisce un ritratto estremamente veritiero (e forse per quel tempo anche scandaloso) della società russa del periodo.

Ci sono comunque dei personaggi su cui la narrazione si sofferma più che su altri, in particolare i protagonisti sono due: Anna Karenina e Konstantin Lèvin.
Anna è la moglie di un importante ufficiale governativo, con il quale ha un figlio che ama con tutto il cuore. Essa è una donna vivace, ardita, passionale, e quando si innamora del conte Vrònskij non riesce a celarlo. I suoi sentimenti sono chiari a tutti e ben presto Anna farà una scelta coraggiosa e sconvolgente.
Lèvin invece è un giovane che vive in campagna, amministrando campi e terreni e tutti i contadini che vi lavorano. Egli è innamorato della giovane Kitty, ma lei non è convinta dell'uomo verso il quale rivolgere i suoi sentimenti e quindi il povero Lèvin dovrà far fronte ad un bel po' di pene d'amore.

L'amore è infatti uno dei temi fondamentali del romanzo, e viene analizzato in tutte le sue forme: quello improvviso del colpo di fulmine, l'amore carnale, passionale, l'amore puro che diventa quasi adorazione, l'amore infedele, quello geloso e infine anche l'amore ossessivo.

Altro tema fondamentale nel libro è la contrapposizione fra città e campagna: la narrazione si sposta fra questi due poli opposti, che vengono descritti a volte anche con minuzia di particolari. Mosca e San Pietroburgo sono i centri cittadini dove alberga l'alta società: Tolstoj ci racconta gli incontri politici, i passatempi nei club, le serate a teatro e i ricevimenti.
La campagna invece offre all'autore il pretesto per descrivere ampi paesaggi, il lavoro dei contadini, l'aratura dei campi, le battute di caccia nei boschi.

Io personalmente ho apprezzato molto quest'ampiezza della narrazione, comprese le descrizioni dell'ambiente e le digressioni sui numerosi personaggi che circondano Anna e Lèvin. Tolstoj inserisce le vicende dei protagonisti e di tutti gli altri in un contesto sociale perfettamente delineato, e diventa facile quindi immaginare la vita in Russia in quel periodo.

Così, quando l'autore arriva a descrivere in modo limpido i sentimenti e le idee dei suoi personaggi, è automatico entrare con loro in sintonia e capire le motivazioni delle loro azioni, dei loro gesti e dei loro pensieri. 
Questa è la caratteristica che mi ha sorpresa e affascinata di più: la capacità di Tolstoj di mettere a nudo l'animo umano, e non di uno, ma di tantissimi personaggi diversi. 
Non c'è un singolo personaggio che sia completamente positivo, e anzi ce ne sono alcuni che non lo sono affatto, eppure il lettore è portato a comprenderli tutti, perché i loro ragionamenti e desideri più intimi sono completamente esposti alla luce del sole dall'autore.
Io sono rimasta con addosso la sensazione di conoscerli tutti: Anna, Lèvin, Kitty, Stepan, Darja.

Come avrete capito, ho amato molto questo romanzo perché è vastissimo, non solo dal punto di vista fisico (perché sì, è decisamente lungo) ma anche da quello degli argomenti trattati, delle emozioni esplorate. Sono talmente tanti gli scorci di vita, le riflessioni, che è quasi impossibile non ritrovarsi in qualche scena, in qualche pensiero, in qualche sensazione di un personaggio.
Ed è per questo che è anche difficilissimo parlare di questo libro.

Qualcuno considera Anna Karenina, forse per le varie digressioni, un po' lento e pesante.
Per me non è stato così: mi aspettavo uno stile molto più ostico e sono rimasta piacevolmente colpita nello scoprire che le pagine scorrevano abbastanza velocemente. Tolstoj ha uno stile semplice, che fa spesso uso della ripetizione e non si serve mai di parole particolarmente inusuali.

Se cercate un romanzo ricco di azione e colpi di scena allora non è questo il momento di dedicarvi ad Anna Karenina. Ma se volete immergervi completamente nella Russia di fine 800, innamorarvi delle atmosfere che vi si respiravano, e conoscere tante storie speciali nella loro semplicità, allora non abbiate paura e buttatevi.

VOTO: 🌞🌞🌞🌞🌞
5

Spero di avervi dato almeno in parte l'idea del romanzo e magari di aver acceso in voi una scintilla di curiosità che vi porterà a leggerlo.
Io ve lo consiglio caldamente.

Se volete acquistare il volume, vi lascio il link generico alla pagina di Amazon dove potete trovare varie edizioni. Vi ricordo che sono affiliata e che acquistando da questo link Amazon mi ricompenserà con una piccola somma che, in caso riesca a raggiungere la soglia, userò per arricchire il blog con nuovi contenuti.


Il papiro è finito, 
voi avete mai letto qualcosa di Tolstoj?

Vi mando un bacione,
Silvia 💓

15 gennaio 2018

The moneyman, la vera storia del fratello di Walt Disney {Recensione no-spoiler}

Buongiorno a tutti lettori,
bentornati sul blog! Qualche giorno fa mi sono fatta un bel giro nella biblioteca della mia città, nonchè uno dei miei luoghi preferiti in assoluto, e ho fatto scorta di graphic novel. Oggi ve ne recensisco una, che in realtà non avevo programmato di prendere, ma che mi chiamava dallo scaffale e alla fine mi ha convinta a portarla con me.
Sto parlando di The moneyman, la vera storia del fratello di Walt Disney di Alessio De Santa.



Titolo: The moneyman, la vera storia del fratello di Walt Disney
Autore: Alessio De Santa (con Filippo Zambello, Lorenzo Magalotti, Giulia Priori e Lavinia Pressato)
Editore: Tunué
Data pubblicazione: 10/2016
Pagine: 167

Come si intuisce dal sottotitolo, The moneyman racconta la vera storia dei fratelli Disney, e in particolare di Roy, il maggiore e meno conosciuto dei due.
Tutto ha inizio quando Roy incontra, in un hotel, una signora molto curiosa che gli chiede informazioni su Walt. Egli inizia così a raccontare la propria vita e quella del fratello, dall'infanzia fino alla vecchiaia.

Walt era un giovane con una passione trascinante per il disegno e la consapevolezza del suo talento lo rendeva sicuro di sé e del suo obiettivo, a volte era però un po' troppo intraprendente e allora c'era Roy pronto a farlo ragionare e a fargli percorrere la strada migliore.
Leggendo scopriamo come è stata fondata la Walt Disney Company e come sono nati i cartoni animati più famosi del mondo: Cenerentola, Biancaneve, Dumbo, e tutti gli altri. Attraverso tanti sacrifici, impegno e dedizione (e anche una certa dose di genialità) i Disney hanno raggiunto il cuore di migliaia di persone, insieme.

The moneyman è quindi una graphic novel davvero interessante, perché ci svela i retroscena, le vicende che stanno dietro al magico mondo che conosciamo.
Noi abbiamo visto i cartoni, decine di volte, vediamo i peluches nelle vetrine, andiamo a Disneyland... ma vi siete mai chiesti quanto lavoro, quanto amore e passione ci siano voluti per creare tutto questo?

Sono proprio l'amore e la passione i due elementi al centro di questa storia. A differenza di quello che si potrebbe pensare, i fratelli Disney non hanno vissuto nel successo e nella ricchezza, anzi, hanno lavorato e cercato di mantenersi fin quasi alla vecchiaia. Ce l'hanno fatta perché il loro lavoro era ciò che amavano.
Scegli un lavoro che ami e non lavorerai mai, si dice.

The moneyman manda un messaggio fortissimo sull'importanza di credere nei propri sogni, coltivare le proprie passioni e non arrendersi di fronte agli ostacoli. Ci sono varie situazioni spiacevoli che i due fratelli si ritrovano ad affrontare, ma con il sostegno reciproco e la determinazione riescono a farcela alla grande.

Tutto questo può sembrare banale, ma quello che il lettore ha davanti in questo caso è una storia vera. E ciò rende il messaggio ancora più potente e diretto.
Personalmente credo che questo fumetto fornisca una bella dose di energia positiva.
Walt e Roy erano due persone con una vita normalissima, come tutti. Se loro hanno realizzato i loro desideri, perché non dovremmo riuscirci anche noi?

Una storia di due uomini abbastanza comuni quindi, ma con una marcia in più. Perché quando si parla di Disney, automaticamente si crea un po' di magia nell'aria.

La storia dei fratelli Disney diventa straordinaria perché straordinario è quello che sono riusciti a creare. E noi lo sappiamo già, prima di iniziare a leggere: sappiamo che quei due uomini hanno rallegrato migliaia di bambini e genitori, sappiamo che senza di loro non esisterebbe Bambi, o Topolino, o Simba!
Come ve lo immaginate un mondo senza la Disney? Più triste.
È normale quindi che questa storia venga letta con piacere e partecipazione, perché sentiamo un po' di quella magia che il solo nome "Walt Disney" ci ricorda.
La lettura scorre via velocemente, e alla fine lascia decisamente appagati.

Una graphic novel quindi piacevolissima, con disegni a colori e ricchi di particolari.

Ho apprezzato molto anche l'appendice in fondo al volume, che spiega i vari studi che sono stati condotti dall'autore sui Disney, in modo da rappresentare una storia il più possibile corrispondente alla realtà. Obiettivo che secondo me è stato decisamente raggiunto.

VOTO: 🌞🌞🌞🌞
4

E voi amate la Disney? Qual è il vostro cartone preferito?
Vi incuriosisce questo libro?

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Vi mando come sempre un bacione,
Silvia 💘

8 gennaio 2018

La casa in collina - Cesare Pavese {Recensione no-spoiler}

Buongiorno a tutti lettori,
bentornati sul blog! Oggi prima recensione del 2018! Di un libro che però ho letto nel 2017: La casa in collina di Cesare Pavese. Autore apprezzato moltissimo, che mi avete consigliato in tanti e che ancora non avevo avuto il piacere di leggere. Ho deciso di iniziare da questo libro invece che da La luna e i falò, perché volevo lasciare da parte quello che è considerato il suo maggiore capolavoro. Se cercate una riflessione sulla vita al tempo della Seconda Guerra Mondiale, questo romanzo può fare al caso vostro.


Titolo: La casa in collina
Autore: Cesare Pavese
Editore: Einaudi
Data pubblicazione: 1948
Pagine: 123

Siamo a Torino negli anni della Seconda Guerra Mondiale e i bombardamenti costringono gran parte dei cittadini a rifugiarsi sulle colline intorno alla città. Tra questi c'è Corrado, professore, uomo solitario e riflessivo. Proprio sulle colline, una sera Corrado si imbatte in un gruppo di persone, amici che ballano e ridono. Tra di loro però c'è una ragazza, Cate, che è già stata legata al protagonista e che risveglia in lui moltissimi ricordi del passato e tante domande sul futuro. Ma la guerra non aspetta, e irrompe nella vita di tutti loro senza chiedere il permesso.

La casa in collina è un romanzo lento e riflessivo, che pone al centro della narrazione i pensieri del protagonista: il disagio di fronte alla situazione politica e alla coscienza della guerra; il dissidio interiore tra il desiderio di tranquillità e sicurezza e la consapevolezza che sarebbe giusto agire, fare qualcosa, ribellarsi.
Corrado è un protagonista apatico, che preferisce aspettare che sia la vita stessa a decidere per lui. È l'anti eroe, un uomo senza il coraggio di avere dei legami, di rischiare, adesso arreso di fronte alla guerra, in attesa che finisca.
Viene naturale contrapporlo a quei nuovi conoscenti, quel gruppo di amici che scherzano e cantano insieme, discutendo di politica e strategie. Ragazzi che amano la vita, e proprio per questo la rischiano con orgoglio.
È facile condannare e provare irritazione nei confronti di questo protagonista, immaturo, spaventato, immobile. E infatti più volte avrei voluto dargli uno scossone.

Non sono riuscita ad immedesimarmi in lui: troppo chiuso nei confronti del mondo esterno, troppo focalizzato sui propri pensieri e su se stesso.
Una cosa però è certa: il disagio di Corrado nei confronti della situazione politica è lo stesso che migliaia di persone hanno vissuto in quegli anni, e alcune domande del protagonista, il lettore se le pone insieme a lui.
Noi come agiremmo di fronte alla guerra?
Il dissidio di Corrado si manifesta pienamente nella contrapposizione tra città e collina, tema fondamentale in tutto il libro. Torino è il centro delle attività, della vita e dei rapporti sociali, è il luogo pericoloso in cui si rischia di esplodere sotto il peso di una bomba. La collina invece è un altro universo: quello di una vita tranquilla e sicura, basata sulle tradizioni genuine, immersa nella natura. È il rifugio di chi ha paura, di chi ama la solitudine. Ed è anche il luogo dell'infanzia di Corrado.

Le descrizioni quasi idilliache, i ricordi sognanti e i pensieri sulle colline, che affiorano in tutto il romanzo, sono intrisi di malinconia. La malinconia è il sentimento predominante in tutta la lettura e forse proprio per questo, nonostante la brevità, il libro ha bisogno del suo tempo per essere letto ed assimilato.

La casa in collina è stato il mio primo approccio a Pavese e, nonostante non sia riuscita a farmi piacere Corrado, ho apprezzato molto lo stile dell'autore: il linguaggio parlato tipico del periodo, in cui compaiono spesso anche termini dialettali, ormai completamente in disuso, fa sì che ci voglia una certa concentrazione per seguire il filo della narrazione, ma una volta abituatisi, è più facile immedesimarsi nella storia e figurarsi quelle colline tanto amate.

L'ultima pagina del romanzo, ovvero il culmine di tutte le precedenti, è una stupenda riflessione sulla guerra. Una di quelle citazioni che andrebbero trascritte e incorniciate.

Molti credono che La casa in collina sia un libro semi autobiografico, e lo credo anche io.
Gli avvenimenti che vi sono raccontati potrebbero essere riassunti in tre righe di testo, ma i pensieri e la visione del mondo del protagonista, conoscendo la vita di Pavese, mi sembrano molto in linea con la personalità dell'autore.

VOTO: 🌞🌞🌞 e mezzo
3,5

So che questo libro non è considerata l'opera migliore di Cesare Pavese, io ho già pronto in libreria La luna e i falò.
E voi amate questo autore? Cosa avete letto di suo?

Se volete acquistare il libro potete farlo cliccando QUI
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Vi mando un bacione,
Silvia 💕

1 gennaio 2018

Top 5: i libri migliori del mio 2017

Buongiorno a tutti lettori e buon anno nuovo!

In questo primo giorno del 2018 non potevo esimermi dal pubblicare, come tutti, la mia personale classifica dei libri migliori letti nel 2017. 

Prima di farlo vorrei però dedicare due paroline a voi. Voi che ascoltate le mie opinioni sui libri, che mi seguite sui social, che mi scrivete, mi date e mi chiedete consigli. Voglio ringraziarvi tantissimo.
Avete reso il mio 2017 più speciale.
Ho letto tanti libri bellissimi, ho parlato e conosciuto un sacco di persone meravigliose con la mia stessa passione, ho speso un patrimonio (mannaggiaaa). Insomma ho scoperto tutta una comunità di lettori e mi sono sentita parte di essa. Grazie di cuore. 💗
Spero che anche nel 2018 potremo continuare a consigliarci (e sconsigliarci) libri, a chiacchierare e sclerare insieme.

Dopo questo momento di dolcezza, ecco la mia personale TOP5 dei libri migliori del mio 2017, in ordine dalla posizione 5 alla 1:

5. Flatlandia - Edwin A. Abbott




Un libriccino che mostra l'importanza dell'immaginazione e della capacità di credere, e che contemporaneamente spiega il concetto di quarta dimensione e rivela il fascino delle materie scientifiche in modo geniale. L'autore ci descrive Flatlandia, il mondo a due dimensioni popolato da cerchi, triangoli, linee e quadrati. Un mondo completamente diverso, e bellissimo nella sua genialità. A raccontarci la storia è proprio un abitante di Flatlandia: un quadrato, che incontrando una sfera di Spaziolandia, viene iniziato ai misteri della terza dimensione...
(La recensione qui.)


4. La storia infinita - Michael Ende




Un viaggio meraviglioso nel mondo di Fantàsia, popolato da un'infinità di creature diverse descritte alla perfezione. Ende crea tutto un universo, e lo fa con tanta abilità da riuscire a imprimerlo nella mente del lettore.
Bastiano, un ragazzino come noi, dovrà affrontare una serie di avventure per salvare questo mondo.
Un inno all'immaginazione, alla capacità di creare e credere nelle storie, e all'importanza della lettura. Imprescindibile per tutti noi lettori.
(La recensione qui.)


3. La camera azzurra - Georges Simenon




Che dire. Il libro che mi ha tenuta incollata alle pagine più di tutti gli altri, che mi ha rapita, scombussolata, sconvolta e lasciata senza parole. Ho fatto le ore piccole per finirlo, perché se lo meritava, perché questo giallo non è convenzionale: Simenon non indaga per scoprire il colpevole, ma per rivelare l'animo umano dei protagonisti.
(La recensione qui.)


2. Livelli di vita - Julian Barnes




Questo libro mi ha devastata.
Quando lo comprai e mi arrivò a casa ci rimasi male vedendo quanto era piccolo, ma mi ero sbagliata: questo libro è immenso. Barnes ci racconta cosa succede quando si mettono insieme due cose che insieme non sono mai state: ci parla quindi di mongolfiere, di fotografia, e poi improvvisamente ci ritroviamo a leggere di amore e soprattutto di lutto. Il dolore fuoriesce dalle pagine e investe il lettore. Uno dei libri più belli che io abbia mai letto.
(La recensione qui.)


1. Memorie d'una ragazza perbene - Simone De Beauvoir





Se lo scorso anno mi avessero detto che sul podio dei libri più belli letti in vita mia ci sarebbe stata un'autobiografia probabilmente avrei riso. E invece la vita è imprevedibile, perché Simone De Beauvoir mi ha rapito il cuore ed è diventata per me uno dei più alti esempi di vita da cui trarre ispirazione.
Non ho mai letto nient'altro scritto in questo modo, sembra che Simone sia nata per prendere le parole e piegarle al suo volere. Dall'infanzia fino all'adolescenza, riesce a mostrarci la vita con i suoi occhi, a farci sentire le sue sensazioni ed emozioni. Leggere è come essere lì con lei, e fare un percorso che porterà a conoscerla ma soprattutto a conoscere se stessi.
Simone ci mostra il mondo da una prospettiva diversa e ci fa notare dettagli che ci erano sfuggiti, le sue descrizioni sono poesia. Sorprendente e meraviglioso.
(La recensione qui.)


Ecco quindi le mie letture del cuore del 2017!
Spero di avervi ispirati a leggere questi libri bellissimi, io ve li consiglio tantissimo.

PS. Se volete acquistare uno (o anche più) dei libri che vi ho consigliato, vi lascio i link di affiliazione Amazon dove potete farlo. Ho infatti deciso in questo 2018 di affiliarmi al loro sito, quindi, se acquistate dai link seguenti, per voi è tutto esattamente come prima, ma Amazon mi darà una piccola commissione 💗



Flatlandia: link di acquisto versione Adelphi   /   link di acquisto versione Einaudi

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Memorie d'una ragazza perbene: link di acquisto


Adesso però, dovete farmi sapere quali sono i libri migliori del vostro 2017, io ho già iniziato ad allungare la wishlist!!
Vi mando un bacio grande,
ancora buon anno e grazie infinite per aver passato il 2017 con me,

Silvia 💘