11 dicembre 2017

Veronika decide di morire - Paulo Coelho {Recensione no-spoiler}

Buongiorno a tutti lettori,
bentornati sul blog! Mentre leggete sono a Tenerife, a fare una piccola vacanza, anche se un po' studio anche qua. Avevo bisogno di staccare, ultimamente ho avuto delle giornate troppo piene! Mi sono infatti dedicata a letture abbastanza brevi, come quella che vi recensisco oggi: Veronika decide di morire di Paulo Coelho. Libro che volevo leggere da secoli e che mi aspettava dall'anno scorso sullo scaffale. Se avete bisogno di una ricarica di ottimismo e positività, leggetelo anche voi!

Veronika decide di morire Paulo Coelho recensione felice con un libro

Titolo: Veronika decide di morire
Autore: Paulo Coelho
Editore: Bompiani
Data pubblicazione: 1998
Pagine: 186

Veronika è una ragazza slovena di 24 anni e l'11 Novembre del 1997 decide che ne ha abbastanza della sua vita monotona e sempre uguale. Le sembra di aver vissuto già tutto quello che potrebbe vivere. Così, ingurgita una quantità esagerata di sonniferi e aspetta la morte.
Qualcosa però va storto e Veronika si risveglia a Villete, un ospedale psichiatrico, dove scopre che il suo cuore è stato danneggiato dal tentato suicidio e che le rimangono solo una manciata di giorni da vivere. Giorni che dovrà trascorrere lì, insieme ad altri pazienti, ognuno con il proprio passato alle spalle, ognuno con qualcosa da insegnare e da imparare.

Quello di Veronika a Villete sarà un viaggio che la porterà a comprendere finalmente sé stessa, a rivalutare la propria vita e a capire che può esserci un equilibrio tra follia e normalità.

Quando ho iniziato a leggere questo libro sapevo che sarebbe stata una lettura molto positiva e motivante, quello che mi spaventava era la possibilità che scadesse nel banale, con frasi fatte e insegnamenti tanto facili da scrivere ma un po' più complessi da mettere in pratica. Invece così non è stato.
La trama non è delle più originali e gli eventi principali li avevo facilmente previsti da sola, ma quello che rende bello questo romanzo non è il filo principale del racconto, ma anzi le piccole scene che si susseguono e che, anche prese singolarmente contengono messaggi diversi ma tutti importanti.
Tali scene non riguardano solo Veronika, ma anche gli altri personaggi, i quali diventano così protagonisti della storia insieme a lei.
Mi è piaciuto molto questo fatto, perché permette di vivere tante esperienze da prospettive diverse. I punti di vista infatti cambiano nei vari capitoli, a seconda di quale storia si andrà a raccontare.
C'è la storia del Dottor Igor; quella di Mari, tormentata dagli attacchi di panico; quella di Eduard, affetto da schizofrenia; e così via.

Questo fa sì che il lettore abbia molta più possibilità di immedesimarsi in qualche passo del libro.

Ho già detto che questo è un romanzo positivo e ottimista: a differenza di altre letture recenti che ho affrontato, qui Coelho guarda il lato positivo della follia. Siamo di fronte a persone estraniate, incomprese, che non hanno fatto del male a nessuno ma semplicemente sono state invase dal peso del mondo.
Rappresentando la vita nell'ospedale psichiatrico l'autore ci mostra come queste persone sappiano essere diverse in maniera buona, infrangendo regole inutili imposte dal giudizio della società, abbracciando una maggiore libertà ed esprimendo se stessi al 100%.

Coelho riversa in questa storia la sua esperienza: lui stesso è stato ricoverato per ben tre volte in un ospedale psichiatrico perché considerato diverso in quanto artista. E in una di queste occasioni è stato anche sottoposto ad elettroshock.

E proprio l'autore appare brevemente nel romanzo, spiegandoci il collegamento tra la sua storia e quella di Veronika.

Avendone avuto un'esperienza diretta, Coelho rappresenta fedelmente le condizioni degli ospedali psichiatrici; l'angoscia di trovarsi in un luogo del genere per alcuni, il conforto di essere in un mondo diverso, separato da quello reale, per altri; le amicizie tra i pazienti e i rapporti di questi ultimi con i medici.

Coelho critica il modo in cui queste strutture erano gestite e alcune procedure mediche che vi erano praticate, ma soprattutto sfata il mito secondo il quale i pazienti sono dei pazzi da evitare. La società giudica, rifiuta comportamenti ritenuti folli che in realtà folli non sono e vive seguendo uno schema ripetuto e sempre uguale, Coelho se ne prende gioco e mostra come si possa guarire con un po' di aiuto e anche come la vita, con un po' di follia, possa essere meravigliosa.

Ho apprezzato molto questo romanzo perché con parole semplici comunica speranza e voglia di reagire, di vivere per quello che si è. Credo sia un libro adatto a qualsiasi età, alle persone che hanno bisogno di una spinta in più di ottimismo ma anche a quelle che giudicano o additano gli altri come diversi con troppa facilità.

VOTO: 🌞🌞🌞🌞
4

In moltissimi mi avete consigliato di leggere anche "Undici minuti" quindi lo farò :)

Voi avete letto questo libro? Vi piace Coelho?

Vi mando un bacione,
Silvia 💕

6 commenti:

  1. Ciao Silvia, sembra veramente un bel libro.
    Tempo fa ne avevo letto la trama e mi era sembrata una storia un pochino stereotipata, non mi aveva convinta. Ma ora che ho letto la tua recensione devo dire che ho rivalutato di molto il libro.
    In questo periodo sono molto aperta verso quelle storie che ti trasmettono voglia di vivere.

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    1. Ciao Alessandra, anche io avevo un po' paura fosse così, e in effetti la storia non è originalissima, però secondo me non è quello il punto focale del libro. Ci sono tante scene e insegnamenti importanti :) se hai voglia di un libro positivo in questo momento, questo di Coelho prendilo in considerazione ;)

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  2. Invece a me purtroppo non era piaciuto per niente :( l'avevo trovato banale, scontato, un'ovvia lezioncina sul valore della vita proprio come temevo. Apprezzo la positività del messaggio, ma della storia e dei personaggi non mi è rimasto nulla. E' stato il mio primo approccio a Coelho e non so se ce ne saranno altri...
    Tuttavia per chi desidera un libro leggero, di rapida e facile lettura, capace di infondere un po' di ottimismo, potrebbe senz'altro essere un libro adatto.

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    1. Ciao Julia :) capisco cosa vuoi dire, è un tipo di libro che o piace molto o per niente! Secondo me si deve anche essere un po' nel mood giusto per apprezzarlo, comunque è sicuramente scritto in un linguaggio semplice adatto a chi si approccia ai primi libri "da grandi".

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  3. Quando ero ragazzina amavo Coelho, adesso non mi piace più ma questo è secondo me l'unico libro che valga la pena di leggere. Può anche essere banale alla fin fine, ma contiene a mio parere messaggi e significati importanti. E poi a me piacciono sempre le storie sui "pazzi" :D

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    1. Ciao, ma lo sai che in molte mi hanno detto che lo leggevano da ragazzina e adesso non più? In effetti ha una scrittura molto semplice, e penso sia molto adatto anche ai giovanissimi! Concordo per quanto riguarda le storie sui "pazzi" eheh Grazie per essere passata, buona giornata :-*

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