25 dicembre 2017

Anima - Wajdi Mouawad {Recensione no-spoiler}

BUON NATALE lettori e lettrici!! 

Bentornati sul blog! Quest'anno il 25 Dicembre cade di lunedì e quindi il mio piccolo regalino sarà la recensione di oggi. Siccome è una giornata speciale mi sono finalmente decisa a pubblicare una delle recensioni che mi avete richiesto di più nell'ultimo periodo, quella di Anima di Wajdi Mouawad. Come alcuni di voi sanno, questo libro mi ha suscitato sentimenti contrastanti e la stesura di questo articolo è stata decisamente difficoltosa. Se vi va di conoscere la mia unpopular opinion riguardo al romanzo continuate a leggere, e non dimenticatevi di farmi conoscere le vostre impressioni.

anima wajdi mouawad recensione no spoiler felice con un libro

Titolo: Anima
Autore: Wajdi Mouawad
Editore: Fazi
Data pubblicazione: 2012
Pagine: 496

Wahhch Debch è un uomo la cui vita è cambiata per sempre, distrutta da un serial killer che ha assassinato sua moglie in modo orribile. Unico testimone il gatto.
Il libro si apre proprio con il gatto, che racconta la scena: la sua padrona riversa sul pavimento e Wahhch, che rientrando in casa la trova così, morta.
Non passa molto tempo prima che l'assassino venga identificato. Identificato ma non arrestato.
Wahhch, tormentato dal dolore, decide quindi di andare a cercarlo. Non per ucciderlo, no, ma semplicemente per guardarlo in faccia ed assicurarsi di non essere stato lui stesso ad assassinare l'amata moglie.

Anima ci racconta, attraverso gli occhi di numerosi animali, il lungo viaggio di Wahhch. Un viaggio che lo porterà in luoghi oscuri, nei quali avrà prova della crudeltà e della violenza umana.

Ho letto questo libro invogliata dai numerosi pareri positivi che ho visto sul web; quando l'ho iniziato c'erano alcuni elementi della storia che mi incuriosivano tantissimo ed altri che mi spaventavano un po', ma nel complesso avevo delle aspettative molto alte. Che purtroppo sono state in gran parte deluse.

Quello che mi incuriosiva di più è l'espediente narrativo: Mouawad decide di cambiare continuamente narratore, facendo raccontare la storia da moltissimi animali diversi, quelli che il protagonista incontra nel suo percorso.
Ce ne sono di ogni tipo: mosche, gatti, scimmie, ragni, cani, cavalli, ...
Devo ammettere che mi è piaciuto molto il modo in cui l'autore è riuscito a gestire questo tipo di narrazione: ogni animale ha un proprio modo di raccontare e soprattutto un proprio modo di pensare. La bravura di Mouawad è innegabile: riesce a mostrarci il mondo con gli occhi e la mente dei più svariati animali, e attraverso le loro parole e i loro pensieri, siamo in grado di identificare quasi immediatamente il tipo di narratore di cui stiamo leggendo.

Essendo io un'amante degli animali, alcuni capitoli mi sono rimasti nel cuore e mi hanno molto emozionata: ad esempio quelli in cui un gatto si riferisce alla padrona come "colei che amo", oppure il capitolo della scimmia, che cerca di comprendere i comportamenti umani senza risultati.

"Gli umani sono soli. Malgrado la pioggia, malgrado gli animali, malgrado i fiumi e gli alberi e il cielo e malgrado il fuoco. Gli umani sono sempre sulla soglia. Hanno avuto il dono della verticalità, e tuttavia conducono la loro esistenza curvi sotto un peso invisibile. C'è qualcosa che li schiaccia. Piove: ecco che corrono. Sperano nella venuta delle divinità, ma non vedono gli occhi degli animali che li guardano. Non sentono il nostro silenzio che li ascolta. Prigionieri della loro ragione, la maggior parte di loro non faranno mai il grande passo dell'irragionevolezza, se non al prezzo di un'illuminazione che li lascerà esangui, e folli. Sono assorbiti da ciò che hanno sottomano, e quando le loro mani sono vuote, se le portano al viso e piangono. Sono fatti così."

Un'altra importante caratteristica del libro, a cui ero preparata ma che mi spaventava un po', sono le scene di violenza. Anima è un libro crudo, forte, che mostra il male insito nell'uomo in tutta la sua mostruosità. L'autore non si pone filtri e descrive tutto, anche i dettagli più cruenti e macabri.
Se siete persone molto sensibili, alcune scene potrebbero darvi un po' fastidio, ma secondo me il libro può essere benissimo letto da tutti; le scene violente ci sono ma non sono poi così numerose come credevo, rispetto alle 500 pagine totali. Personalmente ho apprezzato la scelta dell'autore di raccontare ogni cosa, di non censurare, e l'ho trovata in linea con lo spirito e lo scopo del romanzo. Mouawad vuole mostrare la bestia che è nascosta in ogni umano, e come spesso proprio l'uomo sappia essere molto più crudele degli altri animali.

Arriviamo però adesso alle note dolenti.

Alcuni capitoli ed alcune parti del romanzo mi sono piaciute moltissimo come avrete capito, tant'è che all'inizio, dopo circa 40 pagine, ero convinta che avrei dato un voto molto alto a questo libro.
Invece mi sono dovuta ricredere, e adesso vi spiego perché.

A me sembra che l'autore ci provi un po' troppo. Ho avuto la sensazione che volesse strafare, e che questo lo abbia portato in alcuni punti ad esagerare.
Mi riferisco soprattutto allo stile di Mouawad: come vi ho già detto i narratori cambiano in continuazione e con essi lo stile del racconto; spesso però questo stile sfocia nell'onirico: il testo è cosparso di scene decisamente assurde che dovrebbero avere un profondo e nascosto significato metaforico, descritte con un linguaggio poetico e astratto che, almeno ai miei occhi, ha poco senso.
È, molto probabilmente, una questione di gusto personale: non apprezzo questo modo di raccontare, lo trovo poco concreto e poco realistico. Non riesco a coglierne il significato.

Per farvi un paragone, mi ha ricordato molto lo stile di Murakami in Norvegian Wood, che è l'unico suo romanzo che ho letto (e che non mi è piaciuto).

"Ogni situazione ha la sua potenza. Ma Bisogna guardarla sotto la luce cruda. Solo così dai alla situazione la sua potenza. Tua moglie è morta. (...) ha fatto del suo meglio per difendersi. Doveva essere una donna coraggiosa. (...) Tu invece sei vivo, e in questo momento hai un'altra donna fra le braccia. Questa è la tua situazione. Se la guardi sotto la luce cruda, riconoscerai la sua potenza." "Ma la luce cruda, che cos'è?" "Tu cosa cerchi?"

Di questo stile, ne risente anche la verosimiglianza degli avvenimenti. Esempio: ogni singolo personaggio che Wahhch incontra nel suo viaggio ha un insegnamento mistico-filosofico pronto da condividere. Ogni singolo animale che lo vede è attratto da lui e pronto a proteggerlo. Realistico?

"Ogni grido deve essere seguito da un silenzio perché se ne senta l'eco. Chi urla di continuo il proprio dolore non ne vedrà mai il volto, proprio come quelli che si ostinano a tacerlo. È la lezione dei pipistrelli: per vedere il volto di ciò che ti fa soffrire, devi fare del tuo dolore una collana che alterna perle di silenzio alle perle delle tue grida."


Oltre allo stile dell'autore, che sicuramente è voluto (e anche apprezzato da molti), secondo me anche nella trama c'è troppa carne sul fuoco.
Fin dall'inizio abbiamo un assassinio orribile e immotivato, un killer che è stato identificato ma per qualche motivo non può essere arrestato e il marito della vittima che inizia un viaggio per cercarlo e capire. Direi che di elementi per tenere in piedi una storia ce ne sono a sufficienza, così come domande a cui rispondere.
Invece da subito ci rendiamo conto che nel protagonista c'è qualcosa in più che non va: Wahhch è spesso assalito da ricordi e sensazioni che aveva cancellato e che l'uccisione di sua moglie ha riportato a galla. Così ben presto la storia principale si intreccia ad un'altra storia, legata ad orribili avvenimenti del passato, a guerre e massacri, e il viaggio di Wahhch si trasforma in un viaggio alla scoperta delle proprie origini.
Questo fatto rende sicuramente il romanzo ancora più avvincente, il problema è che ci sono dei buchi. I collegamenti tra una storia e l'altra, tra l'assassinio e il passato del protagonista, non vengono spiegati sino in fondo, e la domanda principale rimane senza risposta: perché quell'uomo ha ucciso la moglie di Wahhch? Non si sa. Ad un certo punto una delle due storie prende il sopravvento, lasciando in disparte l'altra, come fosse meno importante.

Insomma ragazzi, purtroppo non mi è piaciuto come speravo.
Se devo proprio dirla tutta, non ho apprezzato per niente nemmeno il finale.
Sono stata troppo cattiva?
Spero di no.

Voglio specificare che tutte le motivazioni che non mi hanno permesso di apprezzare questo libro sono puramente dovute ad un gusto personale, sicuramente l'autore ha talento e sa scrivere, semplicemente in questo caso non fa per me!
Non mi sento di consigliarlo ma nemmeno di sconsigliarlo, perché la mia opinione è abbastanza inusuale e moltissime persone lo hanno amato.
Quindi se vi va leggetelo e poi tornate a farmi sapere cosa ne pensate.

Se invece lo avete già letto, scrivetemi pure le vostre impressioni, sarebbe bello ne venisse fuori una discussione letteraria!
Magari riuscite pure a spiegarmi le scene che per me non hanno senso. 😂

VOTO: 🌞🌞 e mezzo
2,5

Spero comunque di dare una seconda chance all'autore, e vedremo come andrà.
Vi mando un bacione, vi auguro di nuovo Buon Natale e buone feste (e buone mangiate!),


Silvia 💖

18 dicembre 2017

Esemplare Uno - Veronica Balocco {Recensione no-spoiler}

Buongiorno lettori,
bentornati sul blog! Questo è un periodo di svolta per me: stanno per finire i corsi universitari!! Gioia e giubilo! Il problema è che inizia la sessione d'esami ma spero comunque di tenermi attiva con le letture.
Il libro che vi recensisco oggi mi è stato inviato da Bookabook, una casa editrice molto originale di cui vi parlerò in fondo all'articolo, ed è un libriccino breve ma intenso che mi è piaciuto molto: Esemplare Uno di Veronica Balocco. Se avete poco tempo ma anche voglia di leggere una storia breve e originale prendetelo in considerazione, io ne sono rimasta piacevolmente colpita.


Titolo: Esemplare Uno
Autore: Veronica Balocco
Editore: Bookabook
Data pubblicazione: 2017
Pagine: 86


Olav Bleiki è un uomo tormentato dalla sfortuna: dopo aver perso l'amore e il lavoro gli è rimasto un unico desiderio, quello di riuscire a pescare il più bel salmone del fiume e ucciderlo con le sue mani.
Questo famoso salmone si chiama Esemplare uno, ed è un pesce diverso dagli altri: da qualche tempo sente l'istinto di andarsene, di vivere un'avventura in luoghi diversi. Vuole arrivare al mare.

Esemplare Uno di Veronica Balocco è la storia di questi due antagonisti che non si sono mai incontrati, un uomo scontroso e superstizioso da un lato, e un salmone bello e coraggioso dall'altro.
Le loro vicende si intrecciano con quelle di altri personaggi, sia umani che pesci, e creano una storia tenera e molto originale.

Più che un romanzo, questo libriccino è un lungo racconto, in cui si alternano le vicende dei due protagonisti. In apparenza la storia sembra molto semplice, ma ben presto ci rendiamo conto che è estremamente avvincente.
La contrapposizione uomo/salmone spinge il lettore a fare una scelta: per chi tifare? Per il povero Olav che ha perso tutto e spera di ottenere una soddisfazione nella pesca, l'attività che più ama al mondo? O per Esemplare Uno, che vive la sua vita in acqua, ignaro dei predatori umani che vi sono all'esterno?

Io mi sono schierata dalla parte del salmone e ho sperato fino alla fine che riuscisse a sfangarla. Non posso dirvi come andrà a finire ma una cosa è certa, la curiosità e la voglia di scoprire il finale rendono la lettura ancora più veloce ed entusiasmante.

La cosa che mi ha colpita di più però è la scrittura estremamente comunicativa dell'autrice: con una prosa semplice ed elegante riesce a rendere interessante la vita di un pesce e anzi, dei pesci in generale. Veronica ci fa vedere il mondo con gli occhi e la mente di Esemplare uno, e leggendo sembra davvero di sguazzare nell'acqua insieme a lui, di andare a caccia di prede, di sentire la differenza tra la vita in mare e quella nel fiume, di dover fare attenzione a quei piccoli e misteriosi vermicelli che si arpionano alla bocca e scaraventano fuori dall'acqua per sempre.

In questo libriccino si scopre tutto un altro mondo, un altro modo di pensare, e la vita dei pesci, da questa prospettiva, diventa improvvisamente affascinante. E ve lo dico con certezza perché io amo tutti gli animali, pesci compresi, ma francamente questi ultimi non mi sono mai piaciuti più di tanto né li trovavo particolarmente interessanti. Mi sono sempre sembrati un po' monotoni forse.
Ecco, con questo libro vi assicuro che ho cambiato idea! Credo proprio che mi tornerà in mente ogni volta che osserverò un salmone, una trota, o qualunque altro pesce.
In compenso mi piace ancora meno l'attività di pesca (quella praticata per divertimento e non per necessità)!!

Come avrete capito, la parte che ho preferito è quella narrata dal punto di vista di Esemplare uno, ma anche il resto del libro è piacevole e ben scritto.
L'autrice è sempre molto delicata nella narrazione e crea un intreccio in cui diverse storie si collegano tra loro mostrando come spesso i fatti della vita, che sembrano dovuti al caso, in realtà seguano un filo conduttore nascosto e sottile.

VOTO: 🌞🌞🌞🌞 -
4 -

In conclusione una lettura veloce, che si legge in uno o due giorni, e che mi ha piacevolmente stupita.


La casa editrice:
Vi ho già parlato in un altro articolo di Bookabook, una casa editrice innovativa e originale basata sul crowdfunding, ovvero il raccoglimento di fondi online, tramite brevi somme versate da coloro che sono interessati a sostenere un determinato progetto.
Nel nostro caso parliamo, ovviamente, di libri: dopo una prima selezione, Bookabook avvia le campagne di crowdfunding e pubblica i libri che raggiungono le 200 copie prenotate. In questo modo è il pubblico stesso a operare una cernita e a scegliere quali sono le opere più meritevoli per i lettori.
Credo che il progetto di Bookabook sia molto interessante, soprattutto perché il lettore diventa parte attiva nella pubblicazione del libro. Inoltre con me sono stati gentilissimi e molto professionali, quindi non mi resta che consigliarvi di dare un'occhiata al loro sito qui, dove potete trovare tutte le campagne in corso e i titoli già pubblicati (tra cui Esemplare uno).

Vi mando un grande bacio,
Silvia 💗

11 dicembre 2017

Veronika decide di morire - Paulo Coelho {Recensione no-spoiler}

Buongiorno a tutti lettori,
bentornati sul blog! Mentre leggete sono a Tenerife, a fare una piccola vacanza, anche se un po' studio anche qua. Avevo bisogno di staccare, ultimamente ho avuto delle giornate troppo piene! Mi sono infatti dedicata a letture abbastanza brevi, come quella che vi recensisco oggi: Veronika decide di morire di Paulo Coelho. Libro che volevo leggere da secoli e che mi aspettava dall'anno scorso sullo scaffale. Se avete bisogno di una ricarica di ottimismo e positività, leggetelo anche voi!

Veronika decide di morire Paulo Coelho recensione felice con un libro

Titolo: Veronika decide di morire
Autore: Paulo Coelho
Editore: Bompiani
Data pubblicazione: 1998
Pagine: 186

Veronika è una ragazza slovena di 24 anni e l'11 Novembre del 1997 decide che ne ha abbastanza della sua vita monotona e sempre uguale. Le sembra di aver vissuto già tutto quello che potrebbe vivere. Così, ingurgita una quantità esagerata di sonniferi e aspetta la morte.
Qualcosa però va storto e Veronika si risveglia a Villete, un ospedale psichiatrico, dove scopre che il suo cuore è stato danneggiato dal tentato suicidio e che le rimangono solo una manciata di giorni da vivere. Giorni che dovrà trascorrere lì, insieme ad altri pazienti, ognuno con il proprio passato alle spalle, ognuno con qualcosa da insegnare e da imparare.

Quello di Veronika a Villete sarà un viaggio che la porterà a comprendere finalmente sé stessa, a rivalutare la propria vita e a capire che può esserci un equilibrio tra follia e normalità.

Quando ho iniziato a leggere questo libro sapevo che sarebbe stata una lettura molto positiva e motivante, quello che mi spaventava era la possibilità che scadesse nel banale, con frasi fatte e insegnamenti tanto facili da scrivere ma un po' più complessi da mettere in pratica. Invece così non è stato.
La trama non è delle più originali e gli eventi principali li avevo facilmente previsti da sola, ma quello che rende bello questo romanzo non è il filo principale del racconto, ma anzi le piccole scene che si susseguono e che, anche prese singolarmente contengono messaggi diversi ma tutti importanti.
Tali scene non riguardano solo Veronika, ma anche gli altri personaggi, i quali diventano così protagonisti della storia insieme a lei.
Mi è piaciuto molto questo fatto, perché permette di vivere tante esperienze da prospettive diverse. I punti di vista infatti cambiano nei vari capitoli, a seconda di quale storia si andrà a raccontare.
C'è la storia del Dottor Igor; quella di Mari, tormentata dagli attacchi di panico; quella di Eduard, affetto da schizofrenia; e così via.

Questo fa sì che il lettore abbia molta più possibilità di immedesimarsi in qualche passo del libro.

Ho già detto che questo è un romanzo positivo e ottimista: a differenza di altre letture recenti che ho affrontato, qui Coelho guarda il lato positivo della follia. Siamo di fronte a persone estraniate, incomprese, che non hanno fatto del male a nessuno ma semplicemente sono state invase dal peso del mondo.
Rappresentando la vita nell'ospedale psichiatrico l'autore ci mostra come queste persone sappiano essere diverse in maniera buona, infrangendo regole inutili imposte dal giudizio della società, abbracciando una maggiore libertà ed esprimendo se stessi al 100%.

Coelho riversa in questa storia la sua esperienza: lui stesso è stato ricoverato per ben tre volte in un ospedale psichiatrico perché considerato diverso in quanto artista. E in una di queste occasioni è stato anche sottoposto ad elettroshock.

E proprio l'autore appare brevemente nel romanzo, spiegandoci il collegamento tra la sua storia e quella di Veronika.

Avendone avuto un'esperienza diretta, Coelho rappresenta fedelmente le condizioni degli ospedali psichiatrici; l'angoscia di trovarsi in un luogo del genere per alcuni, il conforto di essere in un mondo diverso, separato da quello reale, per altri; le amicizie tra i pazienti e i rapporti di questi ultimi con i medici.

Coelho critica il modo in cui queste strutture erano gestite e alcune procedure mediche che vi erano praticate, ma soprattutto sfata il mito secondo il quale i pazienti sono dei pazzi da evitare. La società giudica, rifiuta comportamenti ritenuti folli che in realtà folli non sono e vive seguendo uno schema ripetuto e sempre uguale, Coelho se ne prende gioco e mostra come si possa guarire con un po' di aiuto e anche come la vita, con un po' di follia, possa essere meravigliosa.

Ho apprezzato molto questo romanzo perché con parole semplici comunica speranza e voglia di reagire, di vivere per quello che si è. Credo sia un libro adatto a qualsiasi età, alle persone che hanno bisogno di una spinta in più di ottimismo ma anche a quelle che giudicano o additano gli altri come diversi con troppa facilità.

VOTO: 🌞🌞🌞🌞
4

In moltissimi mi avete consigliato di leggere anche "Undici minuti" quindi lo farò :)

Voi avete letto questo libro? Vi piace Coelho?

Vi mando un bacione,
Silvia 💕

4 dicembre 2017

Mattatoio n.5 - Kurt Vonnegut {Recensione no-spoiler}

Buongiorno a tutti lettori,
bentornati sul blog! Dicembre è arrivato, e insieme a lui il freddo polare.. Perfetta situazione per letto, copertine e libri tutto il giorno!
Il libro di cui vi parlo oggi era da moltissimo tempo nella mia wishlist, e lo scorso mese sono riuscita ad acquistarlo da Libraccio. Non ho perso tempo e me lo sono già letto; devo dire che mi è piaciuto davvero molto. È un libro profondo e molto toccante e l'autore deve essere un mezzo mago visto che riesce anche a far sorridere!! Sto parlando di Mattatoio n.5 di Kurt Vonnegut.

Mattatoio n.5 Kurt Vonnegut Recensione felice con un libro

Titolo: Mattatoio n.5
Autore: Kurt Vonnegut
Editore: Feltrinelli
Data pubblicazione: 1968/2003
Pagine: 196

Mattatoio n. 5 è la storia di Billy Pilgrim, un uomo americano con una capacità straordinaria: quella di viaggiare nel tempo. L'inconveniente è che, purtroppo, Billy non è in grado di decidere dove e quando compiere i suoi viaggi temporali, e balza quindi da un'epoca all'altra e anche da un pianeta all'altro apparentemente senza una logica.
Un momento si trova in Germania, durante la Seconda Guerra Mondiale, e il momento dopo è un famoso oculista che sta visitando un paziente nel suo studio. Un attimo è in luna di miele con la moglie e quello dopo è su un pianeta alieno, esposto in uno zoo come esemplare della razza umana.

Siamo di fronte quindi ad un libro di fantascienza, sì, ma non come ve lo aspettereste.
La fantascienza qui ha uno scopo preciso, è il mezzo di cui l'autore si serve per parlare di un argomento che altrimenti sarebbe troppo doloroso: la guerra.

Mattatoio n. 5 è un libro sulla guerra. Ed è la guerra l'argomento dell' 80% del romanzo, in particolare la Seconda Guerra Mondiale e il bombardamento di Dresda.

Vonnegut ha assistito in prima persona alla distruzione della città, mentre era prigioniero dei tedeschi in un mattatoio. Una volta uscito all'aria aperta, ciò che era rimasto era una distesa di cadaveri e macerie.
L'unico modo in cui l'autore è riuscito a raccontare la propria esperienza, è stato attraverso questa storia, in cui dolore e umorismo si mescolano insieme, cercando di esprimere l'inesprimibile orrore dell'evento.

Prima di raccontare la storia di Billy, Vonnegut dedica un capitolo a se stesso, parlando un po' della sua vita, del perché abbia deciso di scrivere questo libro e di come sia riuscito a farlo.
Vuole che il suo messaggio sia chiaro fin da subito: è la condanna totale della guerra, di chi l'ha voluta e la vorrebbe ancora, di chi ha lavorato per costruire armi, di chi guarda le foto di ragazzini di 17 e 18 anni arruolati per combattere e gioisce. Per questo motivo il sottotitolo del romanzo è "la crociata dei bambini".

Dresda dopo il bombardamento del Febbraio 1945

Raccontando la storia di Billy, l'autore utilizza uno stile diretto e semplice. Tante frasi brevi, continui segni di interpunzione.
Paragrafi e capitoli interi scorrono via veloci, mentre leggiamo le avventure di un giovane un po' debole e impacciato, del tutto inadatto alla guerra, che a soli 17 anni si ritrova prigioniero dal nemico, e con la sua goffaggine suscita l'ilarità dei personaggi e del lettore.
Nonostante l'assurdità di alcune scene, non c'è niente di esagerato, niente che non possa essere accaduto davvero; si percepisce la concretezza della storia, persino nelle parti ambientate sul pianeta alieno Tralfamadore, c'è sempre la sensazione che l'autore stia comunicando delle importanti verità.
Il racconto è piuttosto tranquillo, senza colpi di scena né eventi sorprendenti, ma la curiosità è mantenuta sempre alta grazie ai continui salti temporali, che spezzano la narrazione e cambiano improvvisamente scenario.
Potete quindi scordarvi la noia.

La cosa che mi ha colpito di più però è che in tutto il testo si sente moltissimo la presenza dell'autore. Tra le varie storie, le varie epoche e i vari momenti narrati, ci sono dei dettagli che si ricollegano tra loro, che creano una trama invisibile che corre in tutto il romanzo e attraverso la quale Vonnegut comunica qualcosa al lettore. Simboli e significati metaforici sono nascosti un po' dappertutto.

Incredibilmente mi sono spesso ritrovata a sorridere di fronte a queste situazioni. E anche in altre occasioni perché, come ho già anticipato, l'autore è un genio e riesce ad inserire anche una vena di umorismo nel racconto, che comunque non da fastidio, e non intacca la serietà dell'argomento.

Mescolata alle risate, la sensazione che però predomina in tutta la lettura è la tristezza. La malinconia e il rimpianto di non poter cambiare il passato. Sapere che ciò che leggiamo è accaduto davvero, rende più consapevoli e fa provare quel senso di peso sul cuore che le tragedie sanno suscitare.

Mattatoio n. 5 mi ha fatto venire i brividi, nel vero senso della parola.

Se siete sensibili riguardo all'argomento non preoccupatevi, Vonnegut è riuscito benissimo nel suo scopo e ha scritto una storia toccante ma mai pesante.

Kurt Vonnegut durante il servizio militare

Sono molto felice di aver scoperto un autore geniale, che mostra la sua umanità con orgoglio e ha il coraggio di condannare azioni umane che di umano hanno ben poco.

VOTO: 🌞🌞🌞🌞 e mezzo
4,5

Quindi, come sempre quando mi piace un libro, avanti con i consigli di altri romanzi dell'autore!
Voi avete letto questo libro? Vi è piaciuto?

Io ve lo consiglio caldamente.

Un bacione,
Silvia 💓