30 ottobre 2017

Follia - Patrick McGrath {Recensione no-spoiler}

Buongiorno a tutti e bentornati sul blog!
Halloween è alle porte lettori. 🎃 È una festa che mi ha sempre affascinata tantissimo, con le sue atmosfere cupe e spettrali, con i fantasmi e le streghe, e i gatti neri. Ogni anno mi dispiaccio un po' del fatto che in Italia non venga festeggiata granchè, ma pazienza; quest'anno ho deciso di festeggiare a modo mio, con delle letture che mi sembravano adatte al periodo. E quindi oggi, vi porto con me in un manicomio e vi parlo di Follia di Patrick McGrath

Follia Patrick McGrath Recensione no-spoiler felice con un libro

Titolo: Follia
Autore: Patrick McGrath
Editore: Adelphi
Data pubblicazione: 1998
Pagine: 294

RECENSIONE

Siamo in Inghilterra, nei pressi di Londra, in un manicomio criminale vittoriano e a parlarci è uno degli psichiatri che ci lavorano: il dottor Peter Cleave.
La storia inizia con l'arrivo del nuovo vice direttore del manicomio, Max, insieme alla moglie Stella e al figlio Charlie, che si stabiliscono in una grande casa accanto alla clinica.

Nonostante il manicomio assomigli ad un carcere, alcuni pazienti godono di una semi libertà che permette loro di svolgere lavori manuali anche all'esterno dell'edificio. Uno di questi è Edgar Stark: un artista, uno scultore, con un sorriso sardonico continuamente stampato in faccia.
Edgar non sembra assolutamente pazzo, da nessun punto di vista, ad eccezione del fatto che, beh, ha commesso uxoricidio, uccidendo sua moglie.
Edgar lavora alla ristrutturazione della serra della nuova casa del vice direttore e conosce così Stella. Travolti dalla passione i due diventano amanti.
Amanti però circondati da psichiatri, da persone che interpretano il comportamento, gli sguardi, le parole, i movimenti.
Sarà una storia con non poche conseguenze.

Il dottor Cleave ci racconta tutto, dall'inizio alla fine, cercando di mantenere un punto di vista medico, analizzando la psicologia di tutte le persone coinvolte e tentando di spiegarci la loro follia...

È molto difficile fare una recensione di questo romanzo perché, affinché ve lo godiate appieno, non posso dirvi praticamente niente, a parte l'accenno di trama che già vi ho dato. Vi parlerò quindi principalmente della mia personale esperienza di lettura.

Come avrete capito, Follia è un romanzo psicologico, che indaga la mente malata dei personaggi che lo popolano. Il narratore ci racconta i fatti con un tono apparentemente distaccato, clinico.
Ma questo non rende la lettura meno incalzante e appassionante, anzi. Io mi sono ritrovata a divorare pagina dopo pagina, spinta dalla curiosità di sapere e capire tutto.

Fin dalle prime pagine sono stata catapultata nella storia, ho percepito le atmosfere sinistre del manicomio, la tensione dei pazienti costantemente sorvegliati e studiati, in ogni loro movimento, in ogni loro parola.
Durante le descrizioni delle sedute psichiatriche, ho visto la concentrazione di un dottore, bramoso di decifrare la persona davanti a sé, di leggerla come un libro aperto.

Leggendo sono entrata anche io a far parte del gioco psicologico del romanzo: ho provato a interpretare i comportamenti dei personaggi, a carpire i loro pensieri e a prevedere le loro azioni future.
A volte ci sono riuscita, ma molto più spesso no.
Com'è possibile capire cosa passa nella mente di un uomo? Com'è possibile dare una spiegazione alla follia?

La spiegazione non c'è.

Tra colpi di scena e momenti di riflessione, Patrick McGrath ci mostra cos'è la follia.
Ce la fa vedere, toccare, sentire.
La follia può essere travolgente, tragica, eccitante, devastante. Proprio come questo libro.

Sono stata rapita e affascinata dal modo in cui l’autore rappresenta la mentalità deviata dei suoi personaggi, il tormento di Stella ed Edgar, la loro passione, i tentativi di dominare qualcosa di troppo grande.

Un bravissimo autore e un romanzo bellissimo e disturbante. 
Disturbante quanto la verità che ne emerge, prima piano piano e poi con forza nell'ultima, ultimissima frase del libro.

VOTO: 🌞🌞🌞🌞
4

Quattro stelline e sono pronta a leggere anche qualcos'altro di questo scrittore, quindi avanti con i consigli!

E voi avete letto Follia? Che ne pensate?

Un bacione,
Silvia 🎃🎃

23 ottobre 2017

Molto forte, incredibilmente vicino - Jonathan Safran Foer {Recensione no-spoiler}

Buongiorno a tutti lettori,

bentornati sul blog! Come va il vostro Ottobre? Il mio è più pieno e impegnativo di quello che pensavo!
Come tutti i lunedì, oggi c'è una nuova recensione che vi attende, di un libro che mi aspettava sullo scaffale da troppo tempo: Molto forte, incredibilmente vicino di Jonathan Safran Foer.
Un libro da divorare, commovente ed emozionante, ma mai con pesantezza.

Molto forte incredibilmente vicino jonathan safran foer recensione felice con un libro

Titolo: Molto forte, incredibilmente vicino
Autore: Jonathan Safran Foer
Editore: Guanda
Data pubblicazione: 2007
Pagine: 381

RECENSIONE

Il protagonista, Oskar, è un bambino di nove anni con un tragico evento alle spalle: suo padre è morto nell'attacco terroristico alle Torri Gemelle dell'11 Settembre 2001.

È passato un po' di tempo da quel brutto giorno, ma è evidente che Oskar non ha ancora superato il trauma: fa ricerche, si informa, cercando di capire come possa essere successo, come sia possibile che gli abbiano portato via il suo papà.

Un giorno, nel vecchio studio di suo padre, Oskar trova un vaso, e dentro il vaso una busta con la scritta "Black", contenente una chiave.
Fin dal primo momento in cui la vede, il protagonista decide che scoprire cosa apre quella chiave sarà la sua missione.

Inizia così un viaggio, quello di un bambino alla ricerca di indizi, informazioni, di tutte le persone che hanno cognome Black, che possano aiutarlo nel suo scopo.

Molto forte, incredibilmente vicino è stata per me una lettura forte. Forte perché forse sono troppo sensibile riguardo all'argomento trattato, ovvero l'11 Settembre.
Ho i brividi ogni volta che ci penso e li ho anche adesso mentre scrivo. È più forte di me.
Attraverso la lettura veniamo a contatto con un bambino in lutto, con il suo dolore, vediamo i suoi rapporti con una nonna che ha perso il figlio e con la mamma che ha perso il marito. Vediamo quanto possano essere dolorosi ma anche dolci i ricordi e quanto sia difficile ricominciare.

Ma questo libro è stato per me anche sorprendente, perché non è mai troppo pesante. E così mi sono ritrovata a divorarlo, pagina dopo pagina.
Quello su cui la storia si focalizza è infatti il mistero che ruota attorno alla chiave, che fa sì che il lettore sia sempre più curioso, man mano che i fili della narrazione si intrecciano fra loro.

A raccontare è Oskar stesso e ha uno stile tutto suo nel farlo: frasi brevi e concise, continui segni di interpunzione, un linguaggio veloce che in alcuni momenti si trasforma in un vero e proprio flusso di coscienza.
Oskar è un chiacchierone e un bambino con una curiosità oltre le righe, vuole sapere tutto e ogni giorno si diverte ad inventare cose.
Ma è anche molto divertente, e perciò mi sono ritrovata spesso a sorridere, di fronte ad una battuta inaspettata.

Vi affezionerete tantissimo a lui, al suo modo di essere, alla sua innocenza e alla sua tenerezza. E chiaramente non potrete far altro che avere un peso sul cuore, mentre pensate a questo bambino e a quello che gli è stato tolto; mentre lo vedete impegnarsi, mentire, correre rischi anche, per portare a termine la sua missione.
Il viaggio di Oskar è un modo tutto suo per sentirsi vicino a suo padre, scoprire cosa significhino la chiave e la scritta è per lui un traguardo importante da raggiungere per chiudere un capitolo della sua vita e riuscire ad andare avanti.

Ed è proprio per questo che ciò che conta alla fine è proprio il viaggio, la ricerca, e non la meta finale.

Non per questo però il lettore sarà meno curioso di scoprire come andrà a finire.
La chiave infatti non è l'unico mistero della storia e Oskar non è l'unico narratore: ci sono dei capitoli, sparsi qua e là, scritti da qualcun'altro; altri personaggi legati in qualche modo al bambino, ma la cui identità inizialmente non è chiara.

Sono capitoli diversi, con uno stile tutto loro, che inizialmente possono confondere le idee del lettore, ma che poi piano piano iniziano ad assumere un senso e a delineare una nuova storia, parallela a quella di Oskar e altrettanto toccante.
Senza però lo stile innocente e divertente del protagonista, questi capitoli sono, a parer mio, non solo più enigmatici, ma più tristi, più pesanti.

Alla fine comunque la verità viene a galla, le varie parti si collegano tra loro e quello che ne risulta è un'unica storia, infinitamente commovente.

C'è un altro aspetto di questo libro che lo rende speciale: la sua originalità. Non solo nello stile di scrittura, che ricalca i pensieri e i sentimenti dei narratori, ma proprio la struttura stessa del libro. Ci sono molte pagine speciali: immagini o fotografie che hanno a che fare con la storia, ma anche pagine bianche, o con una sola scritta, e così via, sempre collegate ovviamente a ciò che si sta raccontando.
Questo aspetto del libro lo rende ancora più scorrevole, e permette di immedesimarsi maggiormente nella storia.

Inutile dire che è un libro che, se avete voglia di commuovervi quanto più possibile, vi consiglio.

VOTO: 🌞🌞🌞🌞-
4-

Perché quattro meno allora?
Non so, forse perché i capitoli di Oskar li ho preferiti a quelli degli altri narratori, e in certi momenti mi pareva che ci fosse un po' troppa carne sul fuoco. Era davvero necessaria tutta la storia parallela?? Non ne sono molto convinta.
O forse perché c'è comunque qualcosa che rimane in sospeso: in un certo senso mi aspettavo qualcosa in più dal finale.
Forse semplicemente, come ho già detto, l'argomento trattato mi ha resa un po' distaccata, per evitare di stare troppo male.
Mi sono commossa tanto, ma non ci sono entrata fino in fondo.

E voi lo avete letto? Lo avete amato? Sono curiosa di scoprire le vostre opinioni

Un bacione,
Silvia 💕

19 ottobre 2017

I miti greci raccontati in forma epistolare dalle donne che li hanno vissuti: Epiche, amiche e innamorate di Chiara Bernocchi {Anteprima}

Buongiorno a tutti lettori,
l'articolo di oggi è un po' a sorpresa e molto speciale, farò infatti una recensione un po' diversa dal solito perché vi parlerò di un libro di un'autrice emergente: Chiara Bernocchi.

Il libro in questione non è ancora stato pubblicato, perché deve prima raggiungere le 200 copie prenotate (dopo vi spiegherò perché); quando Chiara mi ha proposto di leggerlo in anteprima e mi ha mandato la sinossi, ho deciso di accettare perché mi incuriosiva e mi ispirava tantissimo e, fortunatamente, ci avevo visto giusto! Questo romanzo mi è piaciuto davvero tanto e se siete appassionati di Epica piacerà sicuramente anche a voi.

Il libro e la recensione

Il titolo è "Epiche, amiche e innamorate" ed è una rivisitazione dei miti greci, raccontati in forma epistolare dalle donne che li hanno vissuti.
Dafne, Calipso, Andromaca, Atena e tante altre si scrivono lunghe lettere e si confidano a vicenda, raccontando le proprie pene d'amore ed elargendo consigli.
Mi è piaciuta moltissimo quest'idea di dar voce alle figure femminili della mitologia greca e soprattutto il fatto che vengano presentate tutte come amiche, ognuna partecipe del dolore dell'altra e pronta ad aiutare, anche quando il destino ha fatto sì che appartenessero a popoli nemici.

"Nessuno ha bisogno di un’altra persona per sentirsi interamente felice! Hai forse bisogno di un altro paio di occhi per vedere? Di due piedi in più per camminare? Di un secondo cuore per vivere?"

Leggendo una lettera dopo l'altra, ci rendiamo conto che il tema fondamentale del romanzo è l'amore, in tutte le sue sfumature, belle e brutte: l'amore tradito, l'amore coniugale, l'amore offeso, l'amore filiale anche. Esplorare, attraverso il racconto di ninfe e dee, questo sentimento tanto complicato, è stata un'esperienza nuova e originale.
Ma c'è anche un'altra importante cosa che emerge da questo testo: la forza e la tenacia di cui una donna è capace.


"Siamo femmine per loro e sebbene in tanti millantino di possederne parecchie, pochi possono vantarsi di amare una Donna."

Mi sono divertita e appassionata a leggere questo romanzo, mi è sempre piaciuta l'Epica e adesso mi è anche tornata la voglia di leggerne un po'!

Un'altra cosa che mi è piaciuta molto è il linguaggio adottato nelle lettere, che riprende l'Epica greca utilizzando termini poetici e latinismi, ma che è comunque moderno e molto scorrevole.

"Aneliamo a un respiro che non conosca il trascorrere della clessidra, ma la verità è che proprio entro il nostro limite maggiore si cela la felicità. È la consapevolezza che disponiamo di un numero finito di anni che ci porta a scegliere quale via intraprendere per essere felici."

Il romanzo è molto breve ed essendo diviso in lettere può essere letto anche nei momenti di pausa tra un impegno e l'altro, come ho fatto io. 

(In realtà, nella parte in cui a scrivere è Andromaca, sono stata trascinata completamente dalla storia e mi sono scordata di ciò che dovevo fare, continuando a leggere! Ops...)

La casa editrice e come prenotare il romanzo

Come avrete sicuramente notato, negli ultimi anni si è molto diffuso il crowdfunding, ovvero una pratica di raccoglimento di fondi online, tramite brevi somme versate da coloro che sono interessati a sostenere un determinato progetto.
Nel nostro caso parliamo, ovviamente, di libri e in particolare di Bookabook, una casa editrice innovativa che, dopo una prima selezione, pubblica i libri che raggiungono le 200 copie prenotate. In questo modo è il pubblico stesso a operare una cernita e a scegliere quali sono le opere più interessanti e meritevoli per i lettori.

Chiara ha deciso di affidarsi a questa casa editrice e spera di raggiungere il suo obiettivo. Ovviamente, avendo apprezzato molto il suo libro, spero anche io che riesca a pubblicarlo.

Bando alla ciance e passiamo alla spiegazione di come prenotare effettivamente la vostra copia.

questo link trovate la sinossi e avete la possibilità di prenotare sia il formato cartaceo che quello digitale, che otterrete in caso di pubblicazione non appena la revisione sarà completa. In caso invece non fossero raggiunte le 200 copie i soldi vi verranno ovviamente restituiti.

Spero di avervi incuriositi!
Vi mando come sempre un bacione,

Silvia 💘

16 ottobre 2017

Wonder - R.J. Palacio {Recensione no-spoiler}

Buongiorno a tutti ragazzi e bentornati sul blog,
dopo il bellissimo libro di Simone De Beauvoir, che vi ho recensito la settimana scorsa (Qui), avevo bisogno di una lettura più leggera e mi sono detta: perché non un libro per ragazzi? Ho deciso quindi di dedicarmi a Wonder di R.J. Palacio, che è diventato un bestseller internazionale e del quale uscirà il film a Dicembre. Se avete voglia di una lettura tenera e divertente o cercate un libro da far leggere ai vostri figli/nipoti/cugini e adatto a tutte le età, allora questo è quello che fa per voi!


Titolo: Wonder
Autore: R.J. Palacio
Editore: Giunti
Data pubblicazione: 05/2013
Pagine: 278

RECENSIONE

August, detto anche Auggie, è un ragazzino un po' sfortunato: è nato con una grave deformazione facciale e nonostante i numerosi interventi che ha dovuto subire, la situazione estetica non è migliorata. La faccia di Auggie spaventa gli altri bambini e mette a disagio gli adulti.
August però, da un altro punto di vista, è anche un ragazzino fortunato: perché ha una famiglia che lo ama moltissimo e che lo ha protetto per dieci anni, facendolo studiare a casa ed evitando così gli inconvenienti che il suo aspetto avrebbe potuto creare.

Adesso però stanno per iniziare le medie e Auggie dovrà mettere piede per la prima volta in una vera scuola pubblica, e ciò significa tantissimi bambini da conoscere e un sacco di persone da incontrare.. Come se la caverà?

Wonder è un libro molto dolce, uno di quei libri che è giusto leggere, perché insegna ad essere gentili e la gentilezza, al giorno d'oggi, non è mai troppa.
Vediamo il mondo attraverso gli occhi di vari bambini e ragazzi: August, sua sorella Via, la sua amica Summer e così via. I capitoli portano il nome di chi racconterà quel pezzo di storia.

Ci sono tante cose che mi sono piaciute in questo libro, in primo luogo il protagonista: August è davvero speciale, è simpatico e divertente e coglie spesso l'occasione per scherzare su tutto, persino sul suo aspetto. Questo rende la lettura piacevole e scorrevole e fa sì che Auggie non appaia mai come una vittima.
Credo che questa sia una cosa fondamentale: August è un bambino esattamente come tutti gli altri, pensa e agisce come tutti gli altri, solo che ha una faccia un po' diversa.
Questo lui lo sa e sa anche l'effetto che ha sulle persone: si accorge di ogni occhiata, di ogni sguardo impaurito o sorpreso, ma capisce che ciò non è indice di cattiveria ma solo il riflesso incondizionato di chi non è abituato a vedere qualcosa di inusuale.

Inoltre è estremamente intelligente e buono, ama incondizionatamente la sua famiglia e i suoi amici, e ben presto, attraverso questa storia, ci insegna che l'aspetto esteriore non conta affatto, quando si è belli dentro.
Un concetto scontato? Non credo.
Voi come reagireste di fronte a un bimbo come August?

Chiaramente il mondo non è solo rose e fiori, anzi, il protagonista non è esente da cattiverie e scherzi di poco gusto, e lo vedremo affrontare situazioni molto brutte e lottare per riuscire a conquistarsi il suo posto nel mondo.

In Wonder quindi si coniugano bene tra loro scene molto divertenti e scene emozionanti e commoventi, potrete ritrovarvi a sorridere così come a versare qualche lacrima.

Un'altra cosa particolare di questo libro è il fatto che ad esso è abbinata una playlist musicale. Ebbene sì, in fondo al volume sono elencate una serie di canzoni da ascoltare durante la lettura, quando vengono nominate, per rendere l'esperienza ancora più coinvolgente. Io l'ho fatto e mi è piaciuta molto l'idea!

Insomma, i temi affrontati in questa lettura sono dei più svariati: amicizia, bullismo, diversità, solidarietà, amore.
Penso che i messaggi che l'autrice vuole trasmettere arrivino forti e chiari, e che Wonder sia un ottimo libro per ragazzi.

VOTO: 🌞🌞🌞🌞
4

In attesa di vedere il film, vi consiglio questa lettura e vi ricordo che
"Quando ti viene data la possibilità di scegliere se avere ragione o essere gentile, scegli di essere gentile"
Un bacione,
Silvia 💗 

9 ottobre 2017

Memorie d'una ragazza perbene - Simone De Beauvoir {Recensione no-spoiler}

"Un pomeriggio, al Lussemburgo, una ragazza grande, in tailleur verde mela, faceva saltare dei bambini alla corda; aveva le guance rosee, un riso scintillante e tenero. La sera, dichiarai a mia sorella:- Io lo so che cos'è l'amore! - Avevo davvero intravisto qualcosa. Mio padre, mia madre, mia sorella: quelli che amavo mi appartenevano. Presentii per la prima volta che può accadere di sentirsi toccare nel profondo da un raggio che viene dal di fuori."

Buongiorno a tutti lettori e bentornati!
Finalmente sono una studentessa libera dalla sessione autunnale, e quindi sono molto contenta di tornare alla carica nella lettura e qui sul blog.
Oggi vi parlo di uno dei libri più belli che io abbia mai letto e, cosa ultrasorprendente, non è un romanzo bensì un'autobiografia: Memorie d'una ragazza perbene di Simone De Beauvoir. Ebbene sì, dopo questo libro e dopo Open di Agassi, mi sono ufficialmente convertita alle biografie!! Non si smette mai di stupirsi.. Ovviamente dovete assolutamente dedicarvi anche voi a questa lettura, che secondo me è imprescindibile. Spero di convincervi con la mia recensione, anche se non esistono parole che possano rendere l'idea dell'immensità di questo libro.

memorie d'una ragazza per bene simone de beauvoir recensione felice con un libro

Titolo: Memorie d'una ragazza perbene
Autore: Simone De Beauvoir
Editore: Einaudi
Data pubblicazione: 1958
Pagine: 368

RECENSIONE

Memorie d'una ragazza perbene è l'autobiografia di Simone De Beauvoir, una donna che è diventata per me fonte d'ispirazione. 

Già dopo le prime pagine sono rimasta ammaliata dal suo stile di scrittura, che è ricercato e raffinato, ma soprattutto evocativo
Simone riesce a piegare le parole al suo volere, a comporre le frasi in modo che esprimano e trasmettano esattamente quello che sta raccontando.
Quello che dice, lo si sente e lo si vede. 
Durante la lettura ho visto Parigi e la sua frenesia, ho fatto passeggiate nei parchi, ho ammirato la natura della campagna francese, ho chiacchierato con i giovani intellettuali del '900, ho provato gioia, inquietudine, sorpresa, insieme alla protagonista. Ogni singola parola è riempita del suo significato e collocata esattamente nel suo contesto. Molte di esse sono ormai desuete e sono spesso andata a cercarle sul dizionario.
Credo di non aver mai incontrato nessun autore che avesse una capacità di linguaggio pari a quella di questa autrice.

Ovviamente non è soltanto come si esprime ma anche quello che esprime ad essere speciale. 
In quest'opera Simone racconta la sua vita, da quando era una piccoletta di pochi anni fino all'incirca alla fine dei suoi studi scolastici, ovvero fino all'inizio dell'età adulta. 
Leggendo, ho conosciuto una bambina adorabile, immersa nella sua infanzia felice fatta di ottimismo e serenità, capace a soli 5 anni di pensieri seri e profondi sulla verità, sul bene e sul male, sulla morte e sul mondo. Una bambina vivace che non si accontenta di giocare e divertirsi, ma che vuole conoscere e imparare.
Simone è curiosa di tutto, vuole sapere quante più cose possibili ed esplorare il grande mondo che la circonda.
Più avanti nella lettura ho invece conosciuto una ragazza adolescente che prende coscienza della società e dell'ambiente attorno a sé, che difende le proprie opinioni e decide di rifiutare le etichette e le arretrate usanze che ancora persistono in alcuni aspetti della vita.

Ci sono delle parti del libro, nelle quali in Simone ho visto molto di me stessa: nel suo impegno negli studi, nella sua determinazione a finirli, nelle sue speranze e nei suoi timori verso un futuro incerto, nel bisogno di amore.
Quello che però mi ha colpito più di ogni altra cosa, è il suo modo di pensare.
I pensieri di Simone De Beauvoir, il modo in cui lei vede il mondo, sono poesia. Sono stata completamente rapita dalla sua capacità di analizzare se stessa, dal modo in cui lotta per prendere coscienza di se, e capire esattamente chi è e dove vuole arrivare, qual è il suo scopo e chi è che vuole al suo fianco.

Simone è stata una donna estremamente intelligente, una donna che ha fatto della propria cultura, conquistata con impegno e dedizione, un'arma per plasmare le proprie idee e costruirsi una vita ricca, circondata da persone che non solo la apprezzavano, ma la stimavano.
È stata una donna capace di distinguersi, e scrivendo questo libro, ha deciso di lasciare la sua impronta nel mondo.

In Memorie d'una ragazza perbene ci racconta le sue speranze, i suoi progetti, i suoi momenti bui, ci racconta l'amicizia, l'amore, la religione, i legami familiari, il suo rapporto con la filosofia e con l'arte, compresa la scrittura. E ci lascia anche una testimonianza delle abitudini e delle idee della Francia della prima metà del '900.

Quest'opera è alta letteratura. È poesia in prosa, ed è in assoluto il libro più sottolineato nella mia libreria.

VOTO: 🌞🌞🌞🌞🌞
5

Assolutamente cinque stelline per questo piccolo gioiello, ve lo straconsiglio, avvisandovi che non è una lettura leggera, ci vuole concentrazione ma vi garantisco che a me non è mai pesato leggerlo, anzi, a fine giornata, dopo ore di studio, perdermi nel mondo di Simone era proprio quello che ci voleva! 

Voglio recuperare anche il resto della sua autobiografia, e anche qualche romanzo quindi se avete letto altro di suo fatemi sapere!

Vi mando un bacio grande,
Silvia 💘


2 ottobre 2017

Orfanzia - Athos Zontini {Recensione}

Buongiorno a tutti ragazzi e bentornati sul blog!

Con la recensione di oggi si conclude il Gran Premio delle lettrici di Elle, nel quale ho fatto da giurata. E direi che si conclude nel modo più strano possibile, perché il libro di cui vi parlo rimane per me un punto interrogativo. Non ho ancora ben chiaro se mi sia piaciuto o no, propendo comunque per il sì quindi vi consiglio di leggere questa veloce recensione, per vedere se Orfanzia di Athos Zontini vi può ispirare!

Orfanzia Athos Zontini Recensione felice con un libro

Titolo: Orfanzia
Autore: Athos Zontini
Editore: Bompiani
Data pubblicazione: 09/2016
Pagine: 222

RECENSIONE

Orfanzia è uno dei libri più strani che io abbia mai letto: ci troviamo di fro­nte ad un bambino se­nza nome, che vive nel terrore di essere divorato dai genito­ri e per questo spin­ge se stesso ad odia­rli e a rifiutare il cibo, convinto che sia l’unico modo per sopravvivere.

Sua madre e suo padre sono preoccupati ed infelici, la situa­zione crea grosse te­nsioni che li portano a litigare spesso e a peggiorare ulteriormente il clima familiare. Essi tenta­no invano di trovare un espediente per far mangiare il figli­o, ma lo fanno in un modo che a tratti risulta inquietante: il padre è quasi ind­ifferente e severo e sembra arrivare ad odiare il suo bambin­o, mentre la madre risulta spesso troppo apprensiva eppure non abbastanza attenta da cogliere dettag­li importanti, come il fatto che suo fig­lio vomita di propos­ito dopo ogni pasto.

La storia di questo strano bambino si snoda seguendo il trascorrere delle stagioni, primavera, estate, autunno e inverno, che corrispondono alle 4 sezioni in cui è diviso il libro. Ognuna di queste parti è diversa dall'altra perché caratterizzata da un cambiamento, che modifica la vita del protagonista sempre di più. Fino ad arrivare al culmine della storia, il finale, nel quale tutto viene ribaltato e sconvolto, lasciando non solo tutte le domande in sospeso, ma creandone delle nuove.

Ho pensato molto a questo romanzo, una volta conclusa la lettura. Orfanzia non è sicuramente un libro comune, può risultare difficile da leggere e compre­ndere, ma allo stesso tempo riesce a cat­turare l’attenzione del lettore come poc­hi altri autori sanno fare.

È una favola nera, disseminata di episodi e dettagli macabri e disturbanti, una storia in cui non esiste un personaggio da amare e che per questo lascia spiazzati.

Nonostante la sensaz­ione di fastidio e di inquietudine che si percepisce duran­te la lettura, lo st­ile di scrittura crea una suspense che porta a divorare le pagine e i brevi capi­toli uno dopo l’altr­o.

Dove vuole andare a parare l'autore?

Secondo me non è chiaro.

È una condanna all'eccessiva apprensione dei genitori, al loro tentativo di plasmare i figli a loro piacimento? Oppure è una dimostrazione che il male esiste in tutti, anche nei bambini?
È un elogio al cibo e alla robustezza, oppure alla violenza?

Le doman­de nate durante la lettura rimangono sen­za risposta, tutto può essere interpreta­to in tanti modi div­ersi.

Sono rimasta davvero molto scombussolata da questo libro e il finale non ha aiutato a fare chiarezza (anche se mi è piaciuto), inoltre non è stato molto piacevole leggere alc­une scene brutali sparse nella storia. Ma nonostante ciò, sento comunque che questa lettura ha un grande fascino.

Forse a volte l’importante non è la risposta che un rom­anzo dà, quanto le domande che fa nascere dentro.

VOTO: ?????

Alla fine ho deciso di non dare un voto, perché oscillo tra le due e le quattro stelline quindi ci rinuncio!
Non so bene cosa possiate aver dedotto da questa stramba recensione 😂
Se vi ho messo curiosità e decidete di leggerlo, mi raccomando, fatemelo sapere.. che intavoliamo una discussione!

Intanto vi mando un bacione,
Silvia 💓